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FIUMICINO - ISOLA SACRA
Una pagaiata tra dolce e salato
11 novembre 2011

Domenica 13 Novembre, all’insegna di una bellissima giornata di sole un folto gruppo di canoisti (33 in acqua) si è riunito sulla spiaggia di Fiumicino per fare il giro dell’Isola Sacra del Tevere. Dopo aver allestito le imbarcazioni, confortati anche dalla presenza di una OC4 magicamente montata nel giro di pochi minuti e altrettanto rapidamente caricata con ogni genere di viveri di prima necessità (salcicce, vino, formaggi, pane, ecc), ascoltato il tradizionale briefing di Antonio che illustra per sommi capi il percorso, finalmente siamo partiti verso sinistra, improntando il giro in verso antiorario.

Fin da subito l’imponente scogliera artificiale del costituendo porto di Fiumicino si è posta innanzi a noi e ci ha accompagnato poi verso la foce del Tevere di Fiumara grande. Per ora tutti quei blocchi di cemento non sono un gran bel vedere e speriamo che ad opera terminata si badi anche al decoro del paesaggio (anche se un porto difficilmente può restituire bellezza alla costa ci auguriamo tutti che serva all’economia della zona assai depressa di Fiumicino). Il mare si mantiene calmo e la navigazione precede con un gruppo abbastanza compatto grazie anche alla guida in testa di Valentino e Rossella e a qualche sapiente sosta di ricompattamento. L’ingresso a Fiumara, benché la “barra” sia quasi inesistente, offre sempre qualche momento di emozione con le bilance dei pescatori che sfilano anche troppo vicine alla nostra sinistra mentre risaliamo la destra orografica del Tevere. Le barche che escono da Fiumara e ci incrociano stentano a credere che così tanti canoisti siano in acqua; uno grida “ma quanti siete?” . La bianca OC4 si fa notare per la sua velocità e per andare su e giù per il corteo, effettuando rapide ma gustose soste a base di salciccia vino e formaggio. La temperatura mite favorisce una pagaiata tranquilla e rilassante e lascia il tempo di ammirare tutte le barche a vela e motore disposte più o meno ordinatamente lungo la foce… milioni e milioni di euro al sole… la crisi apparentemente non si sente, oppure sono il frutto del passato destinato a ridimensionarsi a breve… Comunque un po’ col naso in alto e cambiando riva proseguiamo aggirando l’isola in mezzo al fiume sulla sinistra orografica del Tevere per non incontrare troppe barche che escono vista l’ora (siamo ormai a mezzogiorno passato). La stanchezza comincia a farsi sentire mentre arriviamo al ponte della Scafa. I barcaroli ci dicono che oggi la corrente è più forte del solito e poi ci si mette anche il vento contro da Nord. Qualcuno è un po’ più stanco degli altri e decide di attaccarsi ad un parabordo lasciando traversare il kayak… un attimo ed il biondo Tevere cattura la sua vittima che grazie ad una prontezza di spirito eccezionale (spirito di sopravvivenza?) riesce ad uscire dal kayak a mollo senza neanche bagnarsi i capelli… e poi parliamo di eskimo! Santo Antonio ci mette una pezza e a prezzo di un succo di frutta ingurgitato da Tevere riesce a mettere tutto in sicurezza. Senza di lui non sapremmo come fare. Comunque, incidentino a parte, si prosegue allegramente e finalmente dopo un paio di curve si vede il canale di Fiumicino che porta il Tevere al mare: è come un giro di boa!. Perbacco da vecchio fiumarolo mi sento nuovamente in un fiume; non sono abituato a stare in un fiume che quando ti fermi per fare una foto o una bevuta torni indietro di venti metri, che diavolo! I fiumi, come si dice, si scendono e non si risalgono! Rinfrancati anche dalla corrente e soprattutto motivati da un appetito mostruoso percorriamo gli ultimi due kilometri ad andatura sostenuta (oserei dire di corsa). L’unico è Paolo che sembra non avvertire la frenesia dell’arrivo e se ne sta tranquillamente in fondo al gruppo con Antonio e il Presidente che chiudono la lunga teoria di canoe sul fiume. Arrivati in corrispondenza dell’Oasi di Porto sbarchiamo come sempre in modo più o meno avventuroso e inizia uno spogliarello collettivo: via la muta, salvagente e tutto il resto, abbandonati fiduciosamente lungo l’argine e via in tenuta “cittadina” all’Oasi. Qui tutto funziona a meraviglia con affettati e pasta calda vino e crostata finale. La “nostra” guida ecologica ci spiega poi la nascita del Porto di Traiano in sostituzione del vecchio porto di Claudio quasi sempre insabbiato e le vicissitudini che hanno accompagnato l’area dal medioevo ad oggi. Tutto sommato pur essendo privata sembra una gestione “illuminata” dell’Oasi. Mentre torniamo verso le canoe sul carro trainato da due poderosi cavalli da tiro qualcuno dubita che i daini che si vedono siano veri tanto sono immobili. L’ora stringe e siamo tutti convinti di aver fatto tardi per cui si accelera verso la darsena di Fiumicino e l’uscita del Tevere. Per fortuna il mare non ci fa scherzi e le ondine sono gestibili da tutti al meglio, anche se la stanchezza a questo punto è tanta e la voglia di tornare pure. Un magnifico tramonto consola e accende fantasie di viaggi lontani.

La spiaggia di partenza ci attende accogliente e quasi buia, ma si scherza e si ride in buona compagnia; i più temerari si lanciano in un bagno quasi notturno. Dopo le consuete operazioni di carico saluti e abbracci e un cappuccino rinfrancante per molti. Ancora una volta il vituperato Tevere ci è stato buon compagno di percorso e ci aspetta per altri incontri.
Buone pagaiate a tutti.
Giuseppe

P.S.: All'uscita ha partecipato - graditissimo ospite - Gianfranco Loffredo, uno dei fondatori del GCR nell'ormai lontano 1976. E' stato un modo simpatico per festeggiare in acqua i il 35° anniversario della nostra Associazione. Gianfranco ci ha inviato le sue impressioni sulla pagaiata in forma di lettera al suo amico Rino Borsellino, un altro dei "pionieri"del GCR: potete leggerla qui.

-- Percorso: Imbarco Spiaggia di Fiumicino Km 0,0 ---> Foce del Tevere Km 3,0 --> Ponte della Scafa 7,5 --> Capo Due Rami Km 11,0 --> Sbarco Intermedio Km 12,5 --> Uscita in mare dal Canale di Fiumicino Km 16,3 --> Arrivo Spiaggia di Fiumicino Km 18,5

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  Al Faro di Fiumicino L'ingresso a Fiumara Grande
Rossella  Fabrizio  
     Stefano e Luca
 
   A Capo Due Rami  
     
     Andrea
     
   Il Porto di Traiano  
      L'attraversamento di Fiumicino
     
     
 Verso la foce...
foto di Barbara Picconi, Mauro Graziani, Stefano Cardelli, Valentino Romano

 

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