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FIUME E LAGO DEL TURANO
Uscita celebrativa del 50° anniversario della nascita del GCR
11 e 12 aprile 2026
Al Lago del Turano, il 12 aprile, c'è stato un
evento: venti pagaiatori tra kayak e canadesi che portavano bottiglie di
spumante e gozzoviglie per festeggiare mezzo secolo di storia del GCR.
Acqua increspata dalle pagaie e dalle risate.
Tutto è iniziato il giorno prima: ritrovo all’agriturismo Le Cascine, (nel comune di Castel di Tora - Rieti) tra facce note, nuove e quell’aria da " siamo qui, sempre e ancora noi”.
Sabato escursione a piedi perché i canoisti, si sa, ogni tanto devono ricordarsi come funzionano le gambe. Tra la cascata delle Vallocchie e i boschi, qualcuno cammina con passo deciso, qualcun altro già pensa alla braciata serale. L’acqua scorre, il verde avvolge e, per un attimo, sembriamo tutti persone serie. Dura poco.
La sera, infatti, brace accesa, bicchieri pieni e giochi che nel giro di mezz’ora ci vedono divertiti. Tra una salsiccia e una presa in giro, iniziano a volare racconti di anni di uscite e lì capisci che non è solo un gruppo ma è una famiglia con un archivio infinito di imprese più o meno "epiche" e tante pagaiate in amicizia.
E poi arriva domenica, si sfoderano le pagaie.
Siamo 20 in acqua, 14 del GCR, gli altri "cugini di pagaia" di Aican, Dragolago
e amici storici. Ci guida il canoista locale Giorgio, con la sua canadese,
orgoglioso di far conoscere ai noi romani, la storia e le caratteristiche
naturali di questo bel lago.
Si parte.
Il lago è lì, bellissimo, immobile e quasi sospettoso. Come se sapesse. Le
pagaie entrano in acqua e il gruppo prende forma: chi spinge come se fosse una
gara olimpica, chi si gode il panorama, chi chiacchiera come fosse al bar.
Equilibrio perfetto da bipala e monopala.
Dal lago, quasi senza accorgercene, entriamo nella foce del fiume Turano senza
percepire alcuna corrente. Risaliamo il fiume per circa un kilometro, poi,
bloccati dalla vegetazione più che dal dislivello, torniamo indietro. A un certo
punto, l'inevitabile sosta conviviale: brindisi, discorsi, rievocazioni.
Qualcuno tira fuori la storia: 1976, proprio lì, proprio su quel fiume/lago. I
fondatori, le prime uscite, le imprese epiche e quelle un po’ meno raccontabili.
Cinquant’anni dopo, stesso spirito e molta più voglia di festeggiare.
Si brinda.
Il gruppo riscivola sull’acqua per circa 19 km complessivi esplorando le sponde
tra gli alberi immersi in acqua, pecore, mucche, cani pastore che ci osservano
e pesci enormi che emergono e si rituffano. Dalle sponde ci guardano, e sembrano
controllarci, i borghi di Colle di Tora, Ascrea, Paganico e Castel di Tora.
Anche il lago sembra ci guardi passare silenzioso.
Alla fine rientriamo tutto col sorriso.
Cinquant’anni dopo, il Gruppo Canoe Roma è ancora lì: stesso posto, stessa voglia di stare insieme, solo con più storie da raccontare.
Pina Di Santo