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ISOLE PONTINE - Seconda parte

TRAVERSATA DA PONZA E PERIPLO DI PALMAROLA

17 e 18 AGOSTO 2002

 

 

Come promesso, siamo tornati a Ponza: questa volta con il traghetto. L'obiettivo è quello di completare la visita alle isole pontine in canoa polinesiana e, quindi, compiere il periplo di Palmarola.

Al porto di Anzio, sabato mattina alle 7.30, siamo in otto. A Giulio, Antonio, Piero, Betty, Chicca 2 si aggiungono Francy e Duilio con Gianni Russo (uomo storico del GCR). In serata ci raggiungeranno Gianni ed Antonello, cosicché, essendo in dieci, abbiamo al seguito anche un K2 che "scorterà" le due OC4.

I preparativi, dopo lo sbarco a Ponza, ci portano via più tempo del previsto. Il montaggio delle canoe e, soprattutto, il carico del materiale richiedono particolare attenzione per alcuni "giovani canoisti" presenti tra noi. Comunque, alle 13.30 prendiamo il mare, dribblando i numerosi gommoni e barche che frequentano il porto di Ponza.

Si tratta di una tappa di trasferimento per portare le canoe a Chiaia di Luna da dove si partirà per la traversata a Palmarola prevista per le 19.00, dopo l'arrivo di Gianni ed Antonello. E' un'occasione per godere di nuovo e per far godere ai nuovi delle bellezze della costa dell'isola. Ripercorriamo tutti i passaggi, grotte e cale della precedente spedizione, senza tralasciare una visita per il caffè all'ormai nostro amico del baretto alle Piscine.

Alle 18.00, come da tabella, arriviamo a Chiaia di Luna dove Gianni Russo, che per tutto il percorso ha citato nomi di cale e scogli consultando la sua guida, ci fa visitare la Grotta della Circe che la volta precedente ci era sfuggita. Peccato, però, che gli scarichi dei gommoni entrati con noi l'abbiano resa molto simile alla galleria di un'autostrada.

Aspettando l'arrivo di Gianni ed Antonello ci rilassiamo nelle acque di Chiaia di Luna,  importunati soltanto dal periodico commento di Betty: "Ah, come soffro!!". Eccoli arrivati, finalmente ci si scuote dal torpore: si prepara il K2, Gianni controlla con occhio critico le imbarcazioni, siamo pronti. Francy e Duilio salgono sul K2, i due Gianni, Betty e Piero formano un equipaggio. Giulio, Antonello, Chicca e Antonio l'altro. Sono le 19.30 e puntiamo la prua verso il sole al tramonto in direzione di Palmarola.

Saranno 12 Km di una piacevolissima traversata guidati da un sole sempre più rosso ed inseguiti dalla luna che prepotentemente impone la sua luce alle nostre spalle. Venere si accende e le canoe polinesiane solcano veloci nuovi mari (nuovi per loro e per noi). Dopo un'ora e 15' si arriva alla Punta di Mezzogiorno. Il sole è calato da in po', ma la luce della luna ci permette di continuare tranquillamente. Per prudenza, Giulio ha fissato la sua lampada da sub sulla traversa: ombre suggestive si stagliano sulle rocce di Palmarola. Alle 21.15 si arriva a Cala del Porto, dove abbiamo un tavolo prenotato da "O Franzoso" per soddisfare la prorompente "fame del canoista dopo una traversata". Prima, però, è d'obbligo un tuffo nelle calde acque della baia ed ammirare le stelle fitte nel cielo. Per una volta, ma solo per questa volta, la presenza delle numerose barche ancorate non è così invadente. Nella notte, le loro sagome scure e le loro luci contribuiscono a rendere più suggestivi questi momenti.

La cena soddisfa ampiamente i nostri appetiti. La luna sta calando e ci si deve preparare per la notte.

Al mattino ci svegliamo tutti di buon umore ed ansiosi di perlustrare le coste di Palmarola. La giornata è calda, il mare calmo. Ultimati i preparativi, ci imbarchiamo. Oggi a guidare la formazione sul K2 ci sono Gianni e Duilio. L'andatura paciosa permette di ammirare la costa e, a Gianni Russo, di consultare la guida (e la pagaia?). Siamo entrati in tutte le calette ed in tutti gli anfratti possibili inseguiti dagli sguardi incuriositi dei numerosi turisti appollaiati su barche e gommoni. Abbiamo ripescato più volte Giulio che perlustrava a nuoto tutte le grotte (per questo è stato chiamato l'Uomo Maschera). Ci siamo fermati e bagnati a lungo di fronte alla Cattedrale fino ad arrivare a Cala Brigantina (così detta perché qui si fermavano i Saraceni. Vedi G. R.) dove siamo sbarcati per sgranchirci le gambe. Il periplo è quasi compiuto, manca solo un passaggio sotto la galleria del Faraglione di Mezzogiorno. Alle 13.30 si riprende il mare aperto verso Punta della Guardia per ritornare a Ponza. Non dovendo più consultare la sua guida, Gianni Russo sostituisce Duilio sul K2.

La traversata è rapida, ma interrotta da un meritato bagno a metà percorso. Sotto Punta della Guardia si entra in piccolo fiordo per un'ultima sosta e poi, tutta una tirata fino al porto: la nave partirà alle 17.15.

Come al solito saliamo sul traghetto trafelati, all'ultimo momento. Tra di noi serpeggia la soddisfazione di aver passato due intense giornate di mare. Qualcuno pensa: "Anche questa è fatta!", ma già si progetta per il prossimo futuro.

 

 

 

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