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IL CORSO DI FORMAZIONE
PER ISTRUTTORI FICT

Fiume Nera - Scheggino - Lago di Piediluco
6-7 e 20-21 settembre 2003

 

L’esperienza maturata, il confronto costante con le altre realtà del mondo della canoa, la ricerca di quanto già fatto da altri ci ha convinto che fosse indispensabile proporre un corso di formazione che preparasse e fornisse un bagaglio tecnico-didattico adeguato a chi vuole affrontare l’impegnativo compito dell’Istruttore di canoa fluviale nell’ambito della Federazione Italiana Canoa Turistica e che preparasse gli aspiranti istruttori ad affrontare il successivo esame.

Il corso, sviluppato in due week-end intensivi, ha affrontato tutti quegli aspetti che, secondo noi, è importante conoscere per poter affrontare adeguatamente il delicato compito dell’insegnante. In precedenza i corsisti sono stati dotati del manuale istruttori FICT, dello Statuto della Federazione e di una dispensa sulla didattica, così da potersi presentare al corso già a conoscenza della parte teorica.

Altro materiale su sicurezza e didattica, nonché il regolamento dei Tecnici FICT verrà consegnato durante lo svolgimento del corso.

Innanzi tutto è stato inquadrato l’ambito in cui l’Istruttore FICT andrà ad operare, quale spirito e quale filosofia seguirà nell’avviare gli allievi a questa attività ludico-sportiva: appassionare ed entusiasmare gli allievi, fornendo loro un adeguato bagaglio tecnico, facendo loro scoprire ed apprezzare l’ambiente fluviale in condizioni di massima sicurezza.

Si affronta quindi l’aspetto del ruolo dell’istruttore e quali sono le motivazioni che lo spingono ad intraprendere questa attività e successivamente quali possono essere le motivazioni che hanno portato l’allievo a scegliere di fare un corso di canoa e in che modo riuscire a mantenerle vive durante e dopo il corso.

E’ il momento di analizzare con l’aiuto e l’intervento degli aspiranti istruttori, per ora solo in aula, uno ad uno i fondamentali descritti nel Manuale Istruttori della FICT, la posizione base, l’impugnatura.

Dopo una breve pausa ci si sposta al lago dove vengono illustrati i nostri mezzi, tecnici (canoa e pagaia), l’abbigliamento dell’istruttore e le dotazioni di sicurezza (corda da lancio, moschettoni, coda di vacca, salvagente, fischietto).

Mostrati alcuni esercizi di riscaldamento e stretching, si entra in acqua e si passano al vaglio tutti i fondamentali in acqua ferma. Si inizia con la spiegazione, si passa all’esecuzione e alla cura del gesto e si interviene per correggere ciò che non va; successivamente, alternandosi, ci si cimenta a fare l’allievo e l’istruttore e immedesimandoci in questi due ruoli cominciamo a sviluppare la capacità di esecuzione, osservazione e valutazione.

Un buon Istruttore deve saper spiegare - in modo sintetico e comprensibile per l’allievo -, essere adeguatamente dimostrativo e fedele alla spiegazione durante l’esecuzione, saper osservare l’allievo, valutare la prestazione e proporre – in termini positivi - interventi correttivi. A tale proposito vengono indicati esercizi propedeutici, integrativi e correttivi, che favoriscono l’apprendimento motorio attraverso lo sviluppo nell’allievo della sensibilità al nuovo ambiente e ai nuovi attrezzi che andrà ad utilizzare. Altri esercizi sono destinati a sviluppare equilibrio e destrezza.

Il giorno seguente è dedicato alla presentazione dell’ambiente fluviale, agli effetti dell’idrodinamica sui mezzi tecnici e nel letto del fiume. Si affronta poi la tecnica di uscita dal kayak in caso di capovolgimento e come l’allievo deve comportarsi quando è a bagno e come dovrà poi recuperare l’attrezzatura portata a riva dall’istruttore.

A questo punto si esaminano le manovre fondamentali per la conduzione del kayak in corrente, ripetendo la progressione didattica seguita il giorno precedente al lago e si continua a potenziare la capacità di esecuzione, osservazione e di intervento.

Fornite agli aspiranti istruttori le indicazioni necessarie, date anche da commenti e osservazioni fatte da loro stessi, durante la discesa di un breve e facile tratto di fiume (l’Istruttore FICT , come da regolamento, è abilitato ad operare su percorsi fino al 2° di difficoltà ) vengono proposti altri esercizi propedeutici all’insegnamento dei fondamentali in corrente utili ad agevolare l’apprendimento all’allievo.

Finora le indicazioni date agli allievi hanno seguito quello che per noi è un modello consono a seguire una corretta progressione didattica e cioè: spiegazione, dimostrazione, osservazione, correzione, ripetizione. Nel week-end successivo a questo iter saranno abbinati esercizi che seguono le fasi – esplorativa, dissociativa, stabilizzante - legate al processo di apprendimento delle abilità motorie.

Questo sia per rispettare le esigenze dell’allievo che per stimolare l’apprendimento attraverso il feed back. Elemento fisiologico indispensabile alla codifica - da parte degli organi interni e profondi del corpo umano - dei nuovi atti motori che l’allievo sta acquisendo.

Nel pomeriggio si analizzano i materiali minimi necessari alle manovre di sicurezza, con esercitazioni a secco e in acqua di quanto indicato.

E’ per noi importante che l’istruttore si dimostri capace di intervenire nelle situazioni che frequentemente si presentano durante i corsi. L’allievo deve percepire netta la sensazione che in qualsiasi momento l’istruttore sa intervenire in modo tempestivo ed adeguato e deve egli stesso iniziare a prestare cura agli aspetti e alle attrezzature minime necessarie che dovrà avere se vorrà proseguire l’esperienza canoistica in ambiente fluviale.

Fanno parte delle manovre di sicurezza lo sviluppo dell’acquaticità fluviale come il nuoto in corrente e in rapida e le sue applicazioni: la posizione di sicurezza, il traghetto e l’ingresso in morta o in corrente.

Come sopra accennato nel secondo week end vengono illustrate le fasi legate all’apprendimento e gli esercizi utili a stimolare queste fasi che, attraverso un’appropriata progressione didattica, condurranno gli istruttori ad una reale unità didattica, senza che ciò reprima la fantasia di ognuno e le potenzialità e caratteristiche degli allievi che di volta in volta incontreremo.

A questo proposito si affronta l’aspetto importante della comunicazione didattica che ci consentirà di mantenere un flusso continuo, uno scambio costante tra allievo e istruttore in modo da avere chiari gli obbiettivi del corso, formularli al meglio e adattarli ad ogni singolo allievo.

Durante la formazione vengono suggeriti e sperimentati esercizi finalizzati allo sviluppo della sensibilità, dell’equilibrio e della destrezza dell’allievo nei confronti degli attrezzi che utilizza e dell’ambiente che si appresta a conoscere, nonché i metodi utilizzabili dall’istruttore per affrontare il difficile compito dell’insegnante.

Altro tema trattato è stato l’organizzazione di una discesa con gli allievi. Qui l’attenzione è posta soprattutto a come disporre gli allievi, alla segnaletica da utilizzare durante la discesa-lezione, a come comportarsi se più allievi dovessero rovesciarsi contemporaneamente.

Per concludere i lavori è stato presentato agli aspiranti istruttori un questionario sulle tematiche affrontate durante il corso e sulle loro personali interpretazioni su didattica e ruolo dell’istruttore. Le risposte al questionario costituiscono un momento fondamentale del corso poiché, attraverso il confronto, soprattutto indiretto, che ne scaturisce sono giunti per tutti motivi di riflessione e verifica di quanto fino a quel momento si era fatto e di quanto ancora bisognava fare.

E’ stata un’esperienza molto significativa che ha rafforzato la convinzione che necessita introdurre in FICT corsi di formazione per istruttori e per formatori, in modo organico e sistematico, dando così la possibilità a chi vuole cimentarsi in questo delicato ruolo, di affrontarlo con un bagaglio di conoscenza adeguato e responsabile.

 

Maurizio Consalvi

 

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